Amare la "Natura" non è solo andare in vacanza in Toscana immersi nella natura o inserire sul desktop del proprio computer uno sfondo di paesaggio e natura.
Per amare e conoscere la natura, la XVII settimana della cultura scientifica quest'anno propone una riflessione sul tema "Natura e civiltà delle macchine".
Anche quest'anno
Anthena si propone per contribuire a favorire la più capillare diffusione di una solida e critica cultura scientifica. Riportiamo di seguito il documento del MIUR sul tema di quest'anno sperando di avviare un interessante e proficuo dibattito.
Dal
MIUR:
"LA NATURA E LA CIVILTA’ DELLE MACCHINE
Siamo abituati a porre distinzioni nette tra ciò che è “naturale” e ciò che invece è “artificiale”.
Queste distinzioni portano facilmente a privilegiare il “naturale” rispetto all’”artificiale”, interpretando quest’ultimo come elemento di degradazione da controllare con tecniche di salvaguardia del territorio. Il privilegio su citato, però, si basa su una immagine non condivisa della natura: una natura di per sé buona, che è in netto contrasto con la natura matrigna e indifferente che era descritta da un Galilei o da un Leopardi. L’intervento umano sulla natura, ovvero ciò che chiamiamo “artificiale”, nel senso galileiano del termine può essere ed è anche stato fonte di rischi, ma certo non è solo questo; anzi , è anche fonte di correzioni positive su un paesaggio da adattare sempre meglio all’attività e alla sopravvivenza della nostra specie. Si può allora suggerire di sviluppare – criticamente e laicamente - entrambe le immagini, nella cornice di una libera e aperta discussione su quanto dovremmo imparare a fare per meglio vivere in natura. Salvaguardare il territorio, in altri termini, significa certamente che dobbiamo cambiare i nostri modi di vivere per tutelare una natura sacrale. Ma non è nè può essere solo questo. Esempio: come si viveva nella pur splendida Firenze medicea, che era tuttavia priva di impianti fognari, dove i cibi deperivano facilmente in mancanza di sistemi di congelamento, dove l’assistenza sanitaria era davvero “naturale” e dove, di conseguenza, le patologie decimavano la popolazione in quanto quest’ultima non possedeva i saperi e le tecniche per rendere “artificiale” il paesaggio? Esempi di questo tipo consentono di ridiscutere il rapporto tra “naturale” e “artificiale” inserendo la tematica globale delle macchine, essendo queste ultime gli strumenti con cui la nostra specie interviene sulla natura per modificarla sulla base di bisogni da soddisfare. Alcune migliaia di anni or sono i piccoli numeri di esseri umani che vivevano di cacciagione lasciarono il campo libero a gruppi ben più numerosi quando, grazie alla scoperta del lavoro agricolo, furono fondate le prime città stato. Lo sviluppo dell’agricoltura pose problemi nuovi, e per risolvere questi problemi furono sviluppate tecniche e manufatti di vario genere, con lo scopo di trasformare i terreni in aree per la coltivazione e di raccogliere e conservare alimenti. E’ difficile negare che quella rivoluzionaria transizione abbia portato benefici d’ogni genere. Così come è difficile negare che l’estensione enorme delle macchine e delle conoscenze ad esse collegate, verificatasi contemporaneamente alla cosiddetta rivoluzione industriale, abbia inciso positivamente sulla qualità della vita, pur dovendosi tenere conto delle contraddizioni connesse all’espansione dei consumi. Da questo punto di vista l’irrobustimento continuo della civiltà delle macchine ha generato, e continua a generare in forme sempre più massicce, bisogni che possono essere soddisfatti solo da innovazioni radicali negli scenari energetici. Il mondo delle macchine e delle scienze può essere allora prezioso, a patto di non classificarlo come un universo alienante e pregno solo di rischi. La dinamica dell’innovazione tecnologica, d’altra parte, è in ampia parte indipendente dalle intenzioni e dalle aspettative umane:
come si impara dalla storia delle tecniche, essa evolve con notevole autonomia rispetto ai nostri
progetti, pur essendo in più punti correlata all’evoluzione delle scienze fondamentali.