venerdì 4 maggio 2007

Primo negozio di PC Trashwarizzati


Cari amici,
e' con grande gioia che la cooperativa Binario Etico invita tutte le realtà del Tavolo dell'Altraeconomia all'inaugurazione del primo negozio di PC trashwarizzati.
A voi l'invito!


Binario Etico apre un laboratorio/negozio di Trashware e invita tutte e tutti voi all'inaugurazione!

BINARIO ETICO-OFFICINA INFORMATICA è la prima esperienza di questo tipo. Speriamo sia la prima di una lunga serie!


L'Officina sarà un punto di raccolta di computer dismessi a cui sarà restituita nuova vita, grazie a GNU/Linux e al Software Libero.

Uno spazio per promuovere la logica del riuso contro il meccanismo dello spreco e del consumismo informatico.

Finalmente sarà possibile acquistare un computer utile, sostenibile ed etico!

Binario Etico vuole festeggiare l'apertura con tutte quelle persone e realtà che per diverse motivazioni ci hanno accompagnato in questo primo anno e mezzo di vita e che ci auguriamo ci accompagneranno ancora a lungo nella condivisione di idee, modalità e lotte.

Perciò ti aspettiamo:


Venerdì 11 maggio alle ore 18
in via del Forte Tiburtino 98/100
Aperitivo "drinkware".



--
Alessandra

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giovedì 12 aprile 2007

Luci e ombre del Grande Google


E' IL MOTORE di ricerca per eccellenza, ma può diventare anche il calendario per i nostri impegni, l'applicazione di posta elettronica che usiamo per inviare email, un foglio di calcolo, così come un traduttore automatico, o un potente sistema pubblicitario, Google è questo e molto altro. Ideato da Larry Page e Sergey Brin sin dal 1995, quando i due, poco più che vent'enni, si sono conosciuti all'Università di Stanford, Google Inc. ha ufficialmente aperto i battenti tre anni dopo, nel 1998, e da allora è stato uno dei principali e indiscussi protagonisti del web.

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da La repubblica Tecnologie e Scienza

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martedì 10 aprile 2007

Robot, la grande invasione


ROMA - Sono più di un milione i robot di "vecchia" generazione, quelli che lavorano nelle industrie del pianeta: 350 mila solo in Giappone, 326.000 in Europa. In Italia per ogni 10.000 persone occupate nell'industria più di 100 sono robot, un numero che fa del nostro Paese uno tra i primi al mondo in questo settore. Sono impiegati soprattutto nella lavorazione meccanica, nella saldatura e nella lavorazione della plastica. E i loro prezzi continuano a scendere: un robot comprato nel 2007 può costare un quarto rispetto allo stesso robot venduto nel 1990. E il suo costo annuale se nel 1990 valeva 100, oggi non supera 25.

Anche tra le mura di casa la loro presenza cresce, ad un tasso del 7-8 per cento l'anno, e "si prevede che dei 66 miliardi di dollari che rappresenteranno il fatturato della robotica nel 2025, il 35% riguarderà i robot personali o di servizio", osserva Bruno Siciliano, presidente della Società Internazionale di Robotica e Automazione.

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giovedì 29 marzo 2007

Un diluvio di domande per installare pannelli fotovoltaici

Un diluvio di domande per installare pannelli fotovoltaici ha sommerso il Ministero dell’Ambiente: oltre 1.300MW di impianti proposti in otto mesi per 22.000 domande. Il Provvedimento, approvato dal precedente governo, fissa infatti un limite annuo di 85MW (di cui 60 MW per impianti di taglia inferiore ai 50 kW e di 25 MW per gli impianti di taglia superiore) che di fatto, secondo le associazioni ambientaliste, ha già bloccato il sistema. L’obiettivo è ora premiare con tariffe vantaggiose soprattutto i tetti solari, rivedendo periodicamente gli incentivi per i nuovi impianti in funzione della direzione che si vuole dare allo sviluppo del settore. Si vuole evitare di ripetere l’errore di questi mesi con migliaia di domande presentate per la preoccupazione che dopo le scadenza previste si fermino gli incentivi. La priorità e rivedere il sistema di incentivi perché i progetti presentati al GRTN riguardano per l’80 % centrali di grande taglia (tra 800 kW e 1 MW per oltre 1000MW di domande presentate) e media. Troppo pochi sono invece i “tetti solari”, ossia gli impianti che soddisfano direttamente dai tetti i fabbisogni di case, aziende, edifici pubblici.
Il nuovo sistema di incentivi in conto energia, spiegano ancora gli esperti ambientali, che garantisce per 20 anni una tariffa fissa per l’elettricità prodotta, premia fin troppo i grandi impianti e non aiuta la diffusione dei più efficienti e compatibili impianti di piccola e media dimensione.

da http://www.romaperkyoto.org/

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venerdì 23 marzo 2007

Parte il programma europeo: le macchine impareranno i sentimenti

I robot stanno imparando a emozionarsi e, una volta sbocciata, l’intelligenza emotiva darà loro la sensibilità necessaria per condividere i nostri sentimenti e - qualcuno spera - affezionarsi a noi.

Le macchine dal «cuore d’oro» nasceranno dal progetto di ricerca europeo «FEELIX GROWING» (FEEL, Interact, eXpress: a Global approach to development With Interdisciplinary Grounding - provare emozioni, interagire, esprimere: un approccio globale con basi interdisciplinari). Finanziato dal Sesto Programma Quadro della Commissione Europea, è coordinato da Lola Cañamero dell’Università inglese di Hertfordshire, che spiega: «Se i robot sono destinati a diventare presto parte integrante della nostra vita, non possono limitarsi a ricevere informazioni, ma devono saper crescere con noi e, come bambini, scoprire e maturare le emozioni».

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anthena (La Stampa.it Scienza)

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mercoledì 21 marzo 2007

Attori a banda larga e maxischermi

ROMA - Se quanto realizzato negli Stati Uniti negli ultimi giorni diventerà prassi quotidiana, non ci sarà più "prima" alla quale, chiunque lo voglia, non potrà non partecipare. Per la prima volta infatti, attori che lavoravano in un teatro sono stati "teletrasportati" in tempo reale in un altro auditorium e trasformati in immagini tridimensionali che interagivano con altri attori in carne e ossa. In altre parole, attori recitanti in posti diversi si sono incontrati dando l'impressione al pubblico di essere tutti lì presenti. Su un solo palcoscenico.

"Nulla a che fare con ologrammi o tecnologie che richiedono occhialini per osservare immagini tridimensionali", ha spiegato John Shaker professore alla University of Central Florida, "ciò che abbiamo realizzato è qualcosa di assolutamente nuovo e segna una profonda innovazione a diversi livelli".

Durante lo scorso weekend, infatti, Shaker ha inviato via internet con un trasmettitore a banda larga (in grado di spedire istantaneamente anche 130 megabytes di dati) immagini e suoni molto particolari. E la sua compagnia teatrale, che si trovava in un teatro della Florida, dove recitava con attori vivi e altri virtuali (i cui veri attori si trovavano in un teatro dell'Università di Waterloo in Canada) è arrivata su un palcoscenico della Bradley University in Illinois.

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da Repubblica (19 marzo 2007)

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venerdì 16 febbraio 2007

XVII Settimana della cultura scientifica -La natura e la civiltà delle macchine

Amare la "Natura" non è solo andare in vacanza in Toscana immersi nella natura o inserire sul desktop del proprio computer uno sfondo di paesaggio e natura.

Per amare e conoscere la natura, la XVII settimana della cultura scientifica quest'anno propone una riflessione sul tema "Natura e civiltà delle macchine".

Anche quest'anno Anthena si propone per contribuire a favorire la più capillare diffusione di una solida e critica cultura scientifica. Riportiamo di seguito il documento del MIUR sul tema di quest'anno sperando di avviare un interessante e proficuo dibattito.

Dal MIUR:
"LA NATURA E LA CIVILTA’ DELLE MACCHINE
Siamo abituati a porre distinzioni nette tra ciò che è “naturale” e ciò che invece è “artificiale”.
Queste distinzioni portano facilmente a privilegiare il “naturale” rispetto all’”artificiale”, interpretando quest’ultimo come elemento di degradazione da controllare con tecniche di salvaguardia del territorio. Il privilegio su citato, però, si basa su una immagine non condivisa della natura: una natura di per sé buona, che è in netto contrasto con la natura matrigna e indifferente che era descritta da un Galilei o da un Leopardi. L’intervento umano sulla natura, ovvero ciò che chiamiamo “artificiale”, nel senso galileiano del termine può essere ed è anche stato fonte di rischi, ma certo non è solo questo; anzi , è anche fonte di correzioni positive su un paesaggio da adattare sempre meglio all’attività e alla sopravvivenza della nostra specie. Si può allora suggerire di sviluppare – criticamente e laicamente - entrambe le immagini, nella cornice di una libera e aperta discussione su quanto dovremmo imparare a fare per meglio vivere in natura. Salvaguardare il territorio, in altri termini, significa certamente che dobbiamo cambiare i nostri modi di vivere per tutelare una natura sacrale. Ma non è nè può essere solo questo. Esempio: come si viveva nella pur splendida Firenze medicea, che era tuttavia priva di impianti fognari, dove i cibi deperivano facilmente in mancanza di sistemi di congelamento, dove l’assistenza sanitaria era davvero “naturale” e dove, di conseguenza, le patologie decimavano la popolazione in quanto quest’ultima non possedeva i saperi e le tecniche per rendere “artificiale” il paesaggio? Esempi di questo tipo consentono di ridiscutere il rapporto tra “naturale” e “artificiale” inserendo la tematica globale delle macchine, essendo queste ultime gli strumenti con cui la nostra specie interviene sulla natura per modificarla sulla base di bisogni da soddisfare. Alcune migliaia di anni or sono i piccoli numeri di esseri umani che vivevano di cacciagione lasciarono il campo libero a gruppi ben più numerosi quando, grazie alla scoperta del lavoro agricolo, furono fondate le prime città stato. Lo sviluppo dell’agricoltura pose problemi nuovi, e per risolvere questi problemi furono sviluppate tecniche e manufatti di vario genere, con lo scopo di trasformare i terreni in aree per la coltivazione e di raccogliere e conservare alimenti. E’ difficile negare che quella rivoluzionaria transizione abbia portato benefici d’ogni genere. Così come è difficile negare che l’estensione enorme delle macchine e delle conoscenze ad esse collegate, verificatasi contemporaneamente alla cosiddetta rivoluzione industriale, abbia inciso positivamente sulla qualità della vita, pur dovendosi tenere conto delle contraddizioni connesse all’espansione dei consumi. Da questo punto di vista l’irrobustimento continuo della civiltà delle macchine ha generato, e continua a generare in forme sempre più massicce, bisogni che possono essere soddisfatti solo da innovazioni radicali negli scenari energetici. Il mondo delle macchine e delle scienze può essere allora prezioso, a patto di non classificarlo come un universo alienante e pregno solo di rischi. La dinamica dell’innovazione tecnologica, d’altra parte, è in ampia parte indipendente dalle intenzioni e dalle aspettative umane:
come si impara dalla storia delle tecniche, essa evolve con notevole autonomia rispetto ai nostri
progetti, pur essendo in più punti correlata all’evoluzione delle scienze fondamentali.

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